Foa spiega l’attuale Italia

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Da un bel testo (che consiglio) che Chiara Colombini e Andrea Ricciardi hanno fatto uscire per Bollati Boringhieri (“Scritti politici. Tra giellismo e azionismo. 1932-1947″) su Vittorio Foa, in sole due frasi si comprende con assoluta chiarezza (oltre all’immensa lucidita’ di analisi politica di Foa) la situazione politica attuale del nostro Paese, ovvero del perche’ Berlusconi rimanga cosi’ saldo al potere:

“E’ lo scetticismo di larghi strati della popolazione, e’ l’annosa consuetudine ad attendere che tutte le decisioni vengano dall’alto, e’ l’acquiescenza, la sopportazione, e’ nell’attesa il piccolo e mediocre opportunismo, il lasciar correre sulle piccole ingiustizie sulle quali poi si edificano le più’ grandi e radicali, e’ in una parola l’inerzia politica e la sfiducia nella liberta’”.

E sull’incapacita’ dell’”opposizione” dell’epoca (ma che in qualche modo ci portiamo dietro) di fare breccia realmente sulla societa’ italiana, soprattutto dal punto di vista culturale, scriveva:

“Cio’ che l’antifascismo non ha realizzato e non potra’ mai realizzare finche’ restera’ antifascismo, ossia movimento polemico contingente e non costruttivo, astrattamente morale e non economico concreto, e’ il contatto coi milioni di italiani che di politica non sanno e non intendono”.

Aveva visto lungo, molto lungo…

un refusone?

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Sicuramente si tratta di un refuso, ma e’ una di quelle cose che io non riesco a capire.

La storia e’ questa: a pagina 4 dell’edizione di “Repubblica” di oggi c’e’ un articolo nel taglio basso a firma di Francesco Viviano, che tratta un approfondimento della vicenda della minorenne marocchina “Ruby”.

Viene pubblicato uno stralcio di un “appunto” inviato al Ministro Maroni da parte dell’ex questore di Milano, Vicenzo Indolfi.

Viene pubblicata anche un immagine dell’appunto (che trovate sotto), con annerito e quindi reso illeggibile l’oggetto della missiva inviata al Ministro.

il problema e’ che nel pezzo si possono invece tranquillamente leggere le stesse informazioni che nell’immagine precedente erano state rese non leggibili.

Succede…

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Un monumento a Cazzullo

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Penso che le frasi di Aldo Cazzullo (all’interno della sua rubrica settimanale “L’Italia de noantri” sull’inserto “Sette” del Corriere della Sera di questa settimana), fotografino bene la situazione del nostro Paese, per la quale non so sinceramente (penso in realta’ siano molto pochi) quanti rimangano sconcertati:

“In questa situazione” – scrive Cazzullo in risposta al Ministro Calderoli (che nel passaggio al federalismo aveva assicurato una diminuzione delle tasse per le imprese, ma anche che sarebbero stati pochi i lavoratori dipendenti a vedere un lieve aumento delle imposte) – “sono i salariati, che pagano le tasse vuoi per virtu’ vuoi per necessita’; e i loro redditi, che per le statistiche sono medio-alti, nella realta’ sono medio-bassi. In questa situazione sono i ricchi in pedalo’, che non possono permettersi altra barca del pattino a noleggio e respirano il fumo delle moto d’acqua e delle barche degli evasori fiscali cui pagano le medicine e la scuola per i figli; gli stessi evasori che d’inverno in citta’ superano rombando sui loro Suv i “lavoratori dal reddito medio-alto” che arrancano in scooter”.

idee dei giovani, quali idee?

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Sul “Sole 24 Ore”, su impulso di un articolo di Christian Raimo (professore di filosofia in un liceo di Roma), si e’ sviluppato un annoso dibattito “sullo stato della cultura” in Italia, con particolare riferimento al ruolo dei giovani.

Si conclude, sintetizzo brutalmente, che “in Italia le nuove generazioni faticano a trovare spazi in cui far crescere le idee”.

La mia piccola e insignificante esperienza vede piuttosto una grossa assenza di idee, e soprattutto di idee a contatto con la realta’, ma ancora più’ di questo una difficolta’ ormai insuperabile a fare fatica.

Quindi, prima di fare mirabolanti discorsi su idee che faticano a trovare spazi di manovra, cerchiamo di fare fatica e presentare idee che abbiano superato un po’ di step di riflessione reale.

E non mi sembra che la maggior parte dei giovani di oggi sia in grandissima forma su questo aspetto.

Foto che si raccontano da sole

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Vi segnalo questo interessante sito, di un’agenzia di/per fotografi, ed in particolare questa galleria di immagini legate ad un ospedale psichiatrico a Gaza.

Foto che – appunto – si raccontano da sole, soprattutto pensando che a Gaza non solo non è arrivato Basaglia, ma che nemmeno il resto della società se la sta passando bene.

Persone rinchiuse (i pazienti psichiatrici) in un luogo rinchiuso. Una istituzione totale alla seconda.

Avere pensieri di primo grado

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Ho letto con entusiasmo puro l’articolo apparso lo scorso martedi 29 dicembre sul Foglio, a firma di “Annalena”, che riportava le parole di Francesco Piccolo, giornalista  (tiene la rubrica a pagina 3 dell’Unità) e scrittore, relativamente all’opposizione PD. Niente di meglio per le mie orecchie, quasi un augurio per il nuovo anno

“Hanno l’atteggiamento di chi è più furbo e intelligente di te, di chi ha capito tutto dalla vita. Sono abituati a non pensare più in modo elementare, a non avere pensieri di primo grado, ma solo di secondo, terzo e quarto grado…Abbiamo perduto molte persone utili alla causa di primo grado, elementare, perchè pensieri contorti hanno fatto sì che abbandonassero il campo della realtà visibile”

E, come è ovvio in politica, quello stesso campo è stato riempito da Berlusconi e Lega, che – ognuno li veda e li giudichi come vuole – ancora sanno (e ci riescono benissimo) a pensare e a parlare in modo elementare, ad avere pensieri di primo grado.

Forse anche perchè hanno solo quelli…

Sono tornati

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I miei amici Wu Ming (soprattutto il numero 1).

E sono tornati con un romanzo molto “Libro 2.0″:

Una settimana dopo l’uscita di Manituana in libreria (20 marzo 2007), manituana.com si sdoppierà in due livelli. Il livello-base è quello che stai navigando ora, espressamente rivolto a chi non ha ancora letto il libro. Niente “spoiler”, niente eccesso di anticipazione, nessuna sorpresa rovinata.

Il secondo livello sarà accessibile con una password che si evincerà dalla trama del romanzo, e accoglierà chi avrà già terminato la lettura. Non un livello di mero “approfondimento”, bensì un tentativo di espandere l’universo del libro, arricchire l’esperienza di chi vi si è addentrato (e vuole proseguirne l’esplorazione), far incontrare autori e lettori in un modo non banale. Più luoghi, più testi, più immagini, più suoni, più link, domande e risposte, progetti transmediali“.

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