Elogio della lentezza (e dello scrivere a mano)

Un brano dell’intervista di oggi su Repubblica (pag. 40, R2 Cultura) a Patrick Modiano mi è particolarmente piaciuto, forse perché rimanda ad una mia grande passione (lo scrivere a mano) e forse perché rappresenta un messaggio in controtendenza con la frenesia totale di oggi:

Ho bisogno della lentezza, per questo scrivo a mano.

Perfino le persone della mia età per lo più scrivono al computer. Ma io preferisco che le correzioni siano visibili, così ci si rende conto meglio di certi tic. È’ un’attività che è già un po’ astratta.
Ho sempre provato il bisogno, con un piccolo côté manuale, di fare dei ritocchi. E visto che è una procedura piuttosto lenta, il rischio è quello di scoraggiarsi: hai un’idea, ti ci vogliono parecchi giorni per scriverla e così perdi lo slancio. Quando è un po’ di materiale è più facile.

Capisco che su uno schermo sia più chiaro, ma io ho bisogno di questa lentezza. Se è troppo rapido, non c’è più materialità”.

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